Der fliegende Holländer

Teatro Regio, Venerdì 12 Ottobre 2012 - Domenica 21 Ottobre 2012

Argomento

Atto I

Trascinato da una violenta tempesta, il marinaio norvegese Daland è costretto a cercare riparo in un’insenatura a poche miglia dalla sua costa. Il timoniere, di guardia in coperta, si addormenta; scivolando sulle onde, un misterioso vascello nero con le vele color sangue entra nel porto e ne discende un uomo avvolto in un mantello nero: l’Olandese. Daland si sveglia, rimprovera il timoniere che doveva restare di guardia e si mette a parlare con lo sconosciuto: l’Olandese, dopo avergli parlato delle proprie immense ricchezze, gli dice che gli avrebbe ceduto ogni cosa se solo avesse saputo trovargli una donna che facesse per lui. Il navigarore pensa subito alla propria figlia Senta e offre ospitalità allo straniero; la tempesta è intanto cessata, e i due vascelli ripartono insieme.

Atto II

In casa di Daland le donne filano cantando. Senta contempla invece silenziosamente un ritratto che raffigura l’Olandese volante, protagonista di un’antica leggenda: avendo maledetto Dio per le difficoltà che stava incontrando nel passare il Capo di Buona Speranza durante una tempesta, egli è condannato a errare senza riposo fino al giorno del Giudizio. Solo l’amore di una donna che sappia essergli fedele per l’eternità potrebbe salvarlo, ma gli è concesso scendere a terra per cercarla una volta ogni sette anni. Senta, trasportata dalla ballata che narra della leggenda, dichiara di sentirsi predestinata alla redenzione dell’Olandese. Giunge Erik, fidanzato di Senta, irritato per il fascino che la leggenda ha sulla fanciulla: tanto più perché ha appena fatto un sogno premonitore, nel quale Daland tornava accompagnato da uno straniero deciso a sposare Senta. Poco dopo giunge Daland, che come nel sogno, propone alla figlia di sposare il ricco straniero da cui è accompagnato. Senta e l’Olandese vengono lasciati soli, e al termine del loro colloquio amoroso la fanciulla dichiara al padre di essere pronta a sposare l'Olandese.

Atto III

Nel porto sono ancorate le navi di Daland e dello straniero. Mentre sulla prima si canta e festeggia allegramente, dalla seconda si leva un sinistro e lamentoso canto. Erik, disperato, invoca Senta e la scongiura di non abbandonarlo, ma lei risponde di essersi ormai promessa allo straniero. L’Olandese, che ha ascoltato senza essere visto le calde parole di Erik, si convince dell’infedeltà di Senta, e si dirige verso il suo vascello dichiarando la fanciulla libera da ogni legame, e rivelandole anche la propria identità. Mentre la nave sta per salpare, liberandosi dalla stretta di Daland e di Erik, Senta si getta in mare gridando la propria innocenza e la propria fedeltà all’Olandese.