Un ballo in maschera

Teatro Regio, Martedì 19 Giugno 2012 - Domenica 1 Luglio 2012

Presentazione

Foto di scenaCasanova di Lasse Hallström (2005)

Un ballo in maschera (1859), titolo sempre amatissimo sui palcoscenici di tutto il mondo, ha avuto invece una ricezione critica talvolta ostile, come evidenzia chiaramente il famoso giudizio di D’Annunzio che lo definiva «il più melodrammatico dei melodrammi», dando a questo epiteto un significato nettamente negativo. Il libretto ordito da Antonio Somma (poeta, che era nuovo al cimento operistico) sotto la stretta supervisione di Giuseppe Verdi, trae spunto da Gustave III di Eugène Scribe (che aveva lavorato con il musicista nei Vespri siciliani) ed era già stato portato sulla scena operistica da Auber (Gustave III, ou Le Bal masqué, 1833) e in seguito da Mercadante (Il reggente, 1853). Il progetto ebbe numerose vicissitudini censorie e l’ambientazione venne trasferita in un improbabile Massachusetts, così come al protagonista venne dato lo status di conte, dato che la censura romana, e in specie dopo il fallito attentato a Napoleone III, non voleva monarchi morti in scena. L’elemento di maggior forza, e quello che in passato ha costituito il maggior capo di accusa, è esattamente la commistione tra ironia e dramma (Julian Budden ha coniato per il Ballo la felice definizione: «una commedia con lati oscuri»), che resta uno dei più interessanti contrassegni della modernità drammaturgica verdiana e che qui trionfa. Molteplici sono le influenze dal repertorio francese, come è evidente ad esempio il disegno finissimo del paggio Oscar, ed estrema è la capacità di incidere nelle forme tradizionali di espressione (tra cui il monologo, che è asse portante del lavoro), superando gli stereotipi o ridefinendoli d’autorità.

Dati essenziali

Compositore: Giuseppe Verdi
Librettista: Antonio Somma
Prima rappresentazione: 1859 Roma, Teatro Apollo

Allestimenti precedenti:

1860, 1863, 1868, 1872, 1874, 1878, 1915, 1932, 1948, 1953, 1957, 1961, 1967, 1973, 1986, 2004