Adriana Lecouvreur

Teatro Regio, Martedì 23 Giugno 2009 - Mercoledì 8 Luglio 2009

Libretti

Copertina del volume monografico su Adriana Lecouvreur

176 pagine
21 illustrazioni
36 tavole in b/n
prezzo 10,00 €
prezzo con il carnet 7,00 €

Disponibile

«Facilitare le cose difficili e semplificare le complicate»:
il cuoco e la ricetta di «Adriana Lecouvreur»

di Francesco Cesari

1. L’evoluzione dei repertori teatrali ha creato nel tempo un numero considerevole di quelli che gli anglosassoni chiamano «one-opera composers»: compositori che il pubblico associa ad un unico titolo, come Cimarosa (Il matrimonio segreto), Saint Saëns (Samson et Dalila), Weber (Il franco cacciatore), Ponchielli (La Gioconda), Humperdinck (Hänsel und Gretel) e, tra gli altri, un quartetto di autori italiani appartenenti alla «giovane scuola», un tempo etichettati senza distinzione come veristi, la cui fama, nel corso del XX secolo, si è coagulata intorno ad altrettante opere: Mascagni (Cavalleria rusticana), Leoncavallo (Pagliacci), Giordano (Andrea Chénier) e appunto, nel caso di Francesco Cilea, Adriana Lecouvreur...


«Adriana Lecouvreur» e la solitudine negata

di Sonia Arienta

I locali di soggiorno, luoghi deputati alle relazioni sociali nella casa e il teatro sono i due contesti in cui agiscono i personaggi di Adriana Lecouvreur. Il foyer della Comédie Française1, nel quadro d’esordio, il salottino dell’attrice2, nel finale, correlati in modo dialettico per posizione e funzioni, delimitano gli estremi dell’intreccio. I due atti centrali, il II e il III , nei quali si sviluppa il climax della “complicazione”, sono collocati, rispettivamente, in un salotto e in una sala da ricevimento. Le ambientazioni descritte nelle didascalie di scena del libretto, immagini metaforiche, parte dell’impianto retorico su cui poggia l’opera, sono significanti in sé, ma ancor più rispetto alla sequenza drammaturgico-musicale3...


Olimpia o Diana è sempre Adriana

di Simonetta Petruzzi

Che un attore nel corso della sua vita divenga più volte persona altra da sé è fatto normale, afferente alla sua professione, ma che la storia della sua vita, giungendo sul palcoscenico, sia proposta in versioni diverse è fatto senz’altro un po’ meno normale e tuttavia niente affatto inconsueto. Date un personaggio famoso a chi non sia uno storico, un rigoroso documentarista e la fantasia di costui inevitabilmente si metterà in moto: tanto più se costui è un librettista...


Un ritratto

a cura di Luca Del Fra

La crisi della cultura italiana, in particolare quella musicale, che contrassegna il passaggio dall’unità d’Italia alla creazione di un vero stato unitario, trova in Francesco Cilea (23 luglio 1866 - 20 novembre 1950) un rappresentante sui generis, dove coesistono i segni della vivacità di una classe intellettuale avviata ormai allo stallo, le intuizioni personali spesso lungimiranti, il ripiegamento, la ricerca di possibili vie uscita...


Ritorno dal passato
Gli occhi perduti nel sogno. Ricordo di Giuseppina Cobelli

a cura di Valeria Gualerzi e Giorgio Rampone

Un successo strepitoso: il più grande successo dell’attuale stagione lirica. Fenomeno impressionante, il pubblico del Teatro Reale, noto per la sua freddezza – o meglio per la sua insensibilità – ha preso fuoco tutto d’un tratto: Adriana, la povera creatura amorosa che muore per il veleno aspirato da un mazzolino di violette, lo ha commosso, eccitato, entusiasmato1.

Quasi trent’anni aveva impiegato Adriana Lecouvreur per arrivare all’Opera di Roma, il 24 marzo 1931, ma la lunga attesa era stata ripagata da un trionfo inequivocabilmente testimoniato dal critico Alberto Gasco, con parole che, con giusto orgoglio, Cilea volle citare nell’autobiografia2. Il compositore aveva più di una ragione per essere soddisfatto. Infatti, dopo l’esordio del 1902 al Lirico di Milano, l’opera aveva conosciuto un iniziale periodo felice, diffondendosi anche all’estero in teatri importanti, quali il Covent Garden di Londra e il Metropolitan di New York. Poi, a partire dal secondo decennio del secolo, il suo declino cominciò a delinearsi con crescente nettezza...


Altre note

a cura di Angelo Chiarle

È sembrato alla Commissione di ritrovare nel maestro Francesco Cilea, più che in ogni altro, le qualità desiderate. Operista fecondo si esprime in uno stile in cui predominano l’elemento melodico, la naturalezza dell’armonia forbita, la quadratura della frase, la chiarezza e la sincerità dell’espressione. Fra tutti i concorrenti egli è quello che meglio sa far cantare quel mirabile strumento che è la voce umana, anche in ciò ispirandosi alla semplice tradizione italiana.

Il giudizio con cui Arrigo Boito sintetizza le motivazioni della scelta della Commissione per il concorso alla direzione del Conservatorio di Palermo del 1913, coglie davvero l’essenza di quel gentiluomo della musica che fu Cilea, un musicista sul quale la musicologia solo molto di recente ha incominciato ad affisare uno sguardo critico più consono...


Segnalibri virtuali: Quattro passi nella rete

a cura di Michele René Mannucci

Pur discendendo da una famiglia appartenente all’agiata nobiltà calabrese – «ascritta al ceto dei nobili e patrizi della città di Reggio Calabria almeno dagli inizi del Settecento, ovvero da quando si rinviene don Diego Cilea, figlio di Francesco, che in un atto notarile del 25 luglio 1784 viene appunto definito “dei nobili patrizi della città di Reggio Calabria”» – in merito vedere la scheda omonima su Wikipedia, http:// it.wikipedia.org /wiki /Cilea_(famiglia) – per tutta la sua vita Francesco Cilea non fece praticamente mai menzione dei suoi illustri natali, e in particolare non ne fece cenno nei suoi Ricordi...


Argomento - Argument - Synopsis - Handlung


Struttura dell’opera e organico strumentale

a cura di Enrico M. Ferrando

Adriana Lecouvreur è concepita come “dramma musicale”: un genere operistico nel quale, in linea di massima, non è il testo ad adattarsi a un sistema di pezzi preordinati secondo uno schema determinato da convenzioni, ma la musica a modellarsi sul decorso del libretto. A questa tendenza corrisponde in generale il teatro musicale italiano a cavallo tra Ottocento e Novecento, che si uniforma ad uno schema nel quale confluiscono influssi dell’opera francese del secondo Ottocento...