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Thaïs
Teatro Regio, Mercoledì 10 Dicembre 2008 - Domenica 21 Dicembre 2008
Libretti

152 pagine
20 illustrazioni
35 tavole in b/n
prezzo 10,00 €
prezzo con il carnet 7,00 €
« Thaïs », tra seduzione e innocenza
di Maurizio Modugno

Sadismo e cattolicesimo, affermava Mario Praz, nella letteratura decadente francese, sono i due poli tra cui oscillano le anime di scrittori nevrotici e sensuali che, in definitiva, si richiamano a quell’«épicurien à l’imagination catholique» che fu Chateaubriand. E citava le osservazioni d’uno scrittore francese […] Anatole France...
Anatole France e « Thaïs »: lo scetticismo in musica?
di Guillaume Métayer
Quando il 16 marzo 1894 si rappresenta per la prima volta Thaïs, Anatole François Thibault, detto Anatole France (1844-1924), ha cinquant’anni. Non è ancora lo scrittore dreyfusardo che diventerà in seguito, ricoperto d’onori e insignito del Premio Nobel, amico dei socialisti e dei comunisti...
Verità e messa in scena
di Stefano Poda
Con Thaïs si possono cercare le Indie e scoprire le Americhe. Si può partire dal Flaubert della Tentation de Saint-Antoine, passare per Anatole France, ma, attraverso il Bergotte o il Vinteuil della Recherche, arrivare all’illuminazione proustiana del Temps Retrouvé, guidati dalla partitura di Massenet che da Gounod, Wagner, Musorgskij mostra la strada di Debussy, di Fauré...
Un ritratto
a cura di Laura Brucalassi
Tra gli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento, sebbene la monarchia costituzionale di Luigi Filippo garantisca una certa stabilità, la società francese continua a essere attraversata da tensioni latenti che coinvolgono in modo particolare i ceti popolari cittadini e rurali, nelle cui proteste si uniscono rivendicazioni sociali e aspirazioni repubblicane...
Ritorno dal passato
«Bisogna pigliarla senza tante pretese».
Torino incontra « Thaïs »
a cura di Valeria Pregliasco e Giorgio Rampone
L’individuazione dei titoli che andranno a formare il cartellone di una stagione teatrale impone scelte calibratissime tendenti alla quadratura del cerchio, sì da accontentare tanto il pubblico più curioso e aperto alle novità quanto lo zoccolo duro affezionato al repertorio tradizionale. La stagione 1911-1912 del Regio, eccezionalmente divisa in due tronconi d’autunno e d’inverno, costituì invece un esempio preclaro d’insensato squilibrio, proprio nel momento in cui i profondi mutamenti sociali in atto e una generale disaffezione degli spettatori stavano compromettendo le sorti del Teatro...
Altre note
a cura di Angelo Chiarle
«Compositori come Charles Gounod, Saint-Saëns e Jules Massenet […] sono artisti completi che amano non solo la musica, ma anche tutto ciò che può colpire e commuovere la loro straordinaria sensibilità artistica: dalla letteratura più raffinata alla scultura, dalla contemplazione di un bel quadro alla lettura di una bella prosa o poesia, o all’ascolto di una bella sinfonia». Un elogio davvero convinto tributa Louis Gallet, il librettista di Thaïs, nel febbraio 1894, poco prima della première dell’opera...
Segnalibri virtuali: quattro passi nella rete
a cura di Michele René Mannucci
«L’esotico di Thaïs è diverso da quello di Hérodiade, del Roi de Lahore e di Le Mage, è proprio di un Egitto alessandrino, guardato dalla cultura francese di fine secolo, misterioso e languido, ma anche sobrio e stilizzato» (Del Teatro – Dizionario dell’opera, scheda su Thaïs)...
Argomento
(Argument - Synopsis - Handlung)
Struttura dell’opera e organico strumentale
a cura di Enrico M. Ferrando
Massenet aveva conservato per le proprie opere la suddivisione in numeri musicali veri e propri fino a Le Roi de Lahore (1877), adottando invece dalla successiva Hérodiade (1879) un’articolazione in scene prive, almeno apparentemente, di soluzione di continuità...
