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Medea
Teatro Regio, Domenica 5 Ottobre 2008 - Mercoledì 22 Ottobre 2008
Libretti

128 pagine
26 illustrazioni
34 tavole in b/n
prezzo 10,00 €
prezzo con il carnet 7,00 €
Le molte vite di Medea
di Vittorio Della Croce
Presentare un’opera di Cherubini è sicuramente motivo di orgoglio ma al tempo stesso compito impegnativo. Cherubini non appartiene alla schiatta dei musicisti sorridenti,di quelli che possiamo vedere attraverso i loro personaggi. Non è Rossini che entrando in scena con il suo Dandini «come l ’ape nel mese di aprile » crea immediatamente un corto circuito..Non è neppure Donizetti con il buon senso e il buon gusto del suo Don Pasquale; né Cimarosa con l ’avido e sordo conte Robinson...
Medea, l’amore assassino
di Guido Paduano
1. Il mito più atroce dell’antichità e la stratigrafia delle elaborazioni che ne hanno compiuto culture antiche e moderne costituiscono nel loro insieme l’humus da cui nasce Medea di Luigi Cherubini...
Un ritratto
a cura di Luca Del Fra
Per quanto possa apparire paradossale, Luigi Carlo Zanobi Salvadore Maria Cherubini (Firenze, 14 settembre 1760 -Parigi, 15 marzo 1842) in senso squisitamente cronologico dovrebbe essere considerato un contemporaneo di Wolfgang Amadeus Mozart, nato appena quattro anni prima di lui. Invece il compositore fiorentino gli è sopravvissuto di oltre mezzo secolo, così da attraversare mutamenti tanto complessi e radicali della società e, di conseguenza, del sistema musicale quali raramente se ne sono visti nella storia europea...
Ritorno dal passato
Cherubini a Torino, storia di un grande assente
a cura di Valeria Pregliasco e Giorgio Rampone
Il Teatro Regio, in questi ultimi anni, sembra orientato a colmare lacune gravi della storia musicale cittadina. Come era accaduto nella passata stagione con La clemenza di Tito, è ora la volta di Medea, con la di fferenza che, mentre per Mozart si trattava della mancanza di un titolo basilare, nel caso di Cherubini siamo di fronte a un vuoto pressoché totale...
Altre note
a cura di Angelo Chiarle
«Fu liberale sempre. E come non esser liberale a quel tempo, quando anche i retrivi gridavano “libertà”, bene inteso la “vera libertà”, come la chiamavano? E in nome della libertà glorificò tutt’i governi.[ …] Quando la rivoluzione francese s’insanguinò, in nome della libertà combatté la licenza […]. Ma il canto gli fu troncato nella gola dalle vittorie di Napoleone, e allora in nome della libertà cantò Napoleone, e in nome anche della libertà cantò poi il governo reazionario...
Segnalibri virtuali: quattro passi nella rete
a cura di Michele René Mannucci
Si sa che uno dei problemi principali dell’odierno mondo digitale è quello della ridondanza. Filosofi e sociologi d'ogni dove si interrogano da anni sulla questione, e in uno scenario come il world wide web, dove è lo stesso utente a essere chiamato in causa nell’ esporre, citare, chiosare e commentare qualsivoglia oggetto di trattazione (ennesima e più fastosa celebrazione della famosa “opera aperta” di echiana memoria?), complici una certa malafede e una non sempre sana pigrizia la voglia di partecipare at any cost rischia spesso e volentieri di mutarsi in sagra della replicazione, quando non addirittura del plagio...
Argomento
(Argument -Synopsis -Handlung)
Struttura dell’opera e organico strumentale
a cura di Enrico M.Ferrando
La versione francese originale di Medea corrispondeva alla struttura tipica dell’opéra-comique, caratterizzata dalla netta separazione tra numeri musicali e momenti di pura recitazione in funzione di connessione drammaturgica. Una prima versione italiana dell’ opera andò in scena a Vienna nel 1802, e nel 1809, sempre per Vienna, Cherubini predispose una variante (sempre con testo italiano) che differisce dall’ originale per l’ omissione di circa cinquecento battute di musica...

