Medea

Teatro Regio, Domenica 5 Ottobre 2008 - Mercoledì 22 Ottobre 2008

In collaborazione con Gruppo Fondiaria Sai

Presentazione

Medea, foto di scena

«Medea, quella che noi musicisti riconosciamo fra di noi come la cosa suprema della musica drammatica», così scriveva Johannes Brahms e tra gli ammiratori dell’opera di Luigi Cherubini possiamo elencare Beethoven (che dopo averla ascoltata a Vienna nel 1802 dichiarò che Cherubini era il più grande operista dell’epoca), Schubert, Schumann (che paragonò il compositore a un altro fiorentino, Dante) Weber, Spohr, Wagner. Euripide, Seneca, Corneille sono i “padri“ teatrali di Medea, mentre in musica, prima di Cherubini, c’erano già stati Charpentier, Salomon, Rameau, Benda, Naumann.
Su libretto del francese François-Benoît Hoffmann, Cherubini scrisse una tragedia in tre atti che andò in scena al Théâtre Feydeau di Parigi il 13 marzo 1797 con un grandissimo successo anche grazie all’interpretazione della protagonista, Julie- Angélique Scio. L’opera ebbe grande fortuna in Germania, ma in Italia arrivò solo nel 1909 (alla Scala, nella versione italiana di Carlo Zangarini, la stessa che viene presentata al Regio), poi fu Maria Callas a riportarla in repertorio con le recite al Maggio Musicale Fiorentino e alla Scala nel 1953. Così Eugenio Montale, allora anche critico musicale del «Corriere d’Informazione», scrisse dell’opera dopo le recite scaligere del 1961: «il fatto è che Medea lascia l’impressione (l’illusione?) di un Gluck portato alle soglie del moderno espressionismo. Qui Cherubini raggiunge davvero il ‘suo’ essenziale, che non era la melodia ma un modo d’invischiare con la melodia il suo personaggio, di irretirlo e di portarlo alla resa dei conti».

Dati essenziali

Compositore: Luigi Cherubini
Librettista: François-Benoît Hoffmann
Prima rappresentazione: 1797 Parigi