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Stampa internazionale
Requiem di Verdi
«Con l'aiuto del Coro Mendelssohn di Toronto, quattro eccellenti solisti (tutti al loro debutto a Toronto) e la magistrale direzione del maestro Gianandrea Noseda, la Roy Thompson Hall talvolta tremava per l'intensità della musica proveniente dalla scena [...].
Se ognuno potesse affrontare la morte con l'aiuto di un'esecuzione dal vivo del Requiem di Verdi, il mondo non avrebbe più bisogno degli psicologi del lutto [grief counsellors].
Ciò è ancora più vero quando l'esecuzione è così bella e raffinata quanto la lettura ispirata di Noseda, che ha messo in rilievo tutto il potenziale dei silenzi tra le note quanto quello delle note stesse».
[John Terauds, The Star, 19/02/2010]
Ottimo debutto di Noseda, l'eleganza e l'intensità di Lupu
Maestria sul podio e al pianoforte per il concerto della CSO
«Preceduto dalla sua fama, il direttore milanese Gianandrea Noseda è giunto al debutto con la Chicago Symphony Orchestra.
[Il Concerto n. 3 per pianoforte in do minore op. 37 di] Beethoven ha fatto scoprire la grande novità del concerto di giovedì sera: Noseda, 45 anni, è un vero talento. Visto che i sovrintendenti e i critici lamentano la mancanza di direttori del calibro di Noseda, dovrebbero prenderlo al volo non appena avrà terminato il suo impegno come chief conductor della BBC Philharmonic di Manchester.
A lungo pupillo dell'illustre russo Valery Gergiev, Noseda ha assorbito da lui la particolare gestualità e la maniera di dirigere. Inoltre ha imparato come utilizzarle per imbrigliare e, insieme a un'orchestra, dare forma appropriata al suono. Seppure con poco sforzo, Noseda ha realizzato l'accompagnamento del Concerto con forza, ricchezza di sfumature e calandosi completamente nello stile e nel mondo di Beethoven.
[...] Evidentemente Noseda, che ha registrato per Chandos la Prima sinfonia in re minore op. 13 di Rachmaninov con la BBC Philharmonic, crede nel pezzo. Gli immensi quattro movimenti, 45 minuti di dura prova, sono stati eseguiti stupendamente da direttore e orchestra [...].
Speriamo di verificare presto quanti altri assi ha nella manica Noseda».
[Andrew Patner, Chicago Sun-Times, 27/02/2010]
Il tabarro, «un’interpretazione memorabile»
«L’entusiasmante opera di Puccini emerge in una magistrale interpretazione in occasione di uno dei più indimenticabili BBC Proms dell’anno scorso. Gianandrea Noseda dirige la BBC Philharmonic e una favolosa schiera di solisti di primissimo livello tali Barbara Frittoli, Lado Ataneli e Barry Banks…».
[Oliver Condy, BBC Music Magazine, Aprile 2009]
La Decima di Mahler, «una esecuzione profondamente ispirata»
«Un capitolo assai rilevante nella storia delle esecuzioni mahleriane è il debutto di Gianandrea Noseda nell’incompiuta Sinfonia n.10 nella versione completata da Deryck Cooke. Mentre quella di Simon Rattle con i Berliner Philharmoniker sembrava scolpita nel granito […] questa esecuzione, più remissiva ma profondamente ispirata, esplora la logica della musica come mai prima e fa suonare i cinque movimenti tutti d’un pezzo».
[David Patrick Stearns, The Philadelphia Inquirer, 13/04/2008]
La Pittsburgh Symphony suona un Rachmaninov fiero
«Noseda, che la settimana scorsa ci ha sorpreso con i suoi tempi velocissimi nella Nona Sinfonia di Schubert, continua ad affascinare il pubblico. Musicalmente Noseda colpisce nel segno con la profetica Sinfonia n.1 di Rachmaninov, che fu un fiasco alla sua prima esecuzione nel 1897. Il direttore ha sviluppato il motivo a quattro note della sinfonia come un’idea fissa adeguata al carattere compulsivo del compositore. In quasi ogni sua apparizione, essa usciva fuori in una linea di canto stridulo. Però la visione della struttura da parte del direttore sorregge l’interpretazione. […] Questa lettura non cercava di assecondare gli effetti dell’opera, semmai di lasciare che i temi musicali raccontassero la storia. Senza dubbio un pezzo che bisognerebbe sentire più spesso».
[Andrew Druckenbrod, Pittsburgh Post-Gazette, 04/04/2009]
«La Nona di Schubert così com’è scritta»
«L’accento musicale del direttore era assolutamente infallibile, da pieno tardo romanticismo viennese. […] Noseda ha presentato la Passacaglia con grande intuizione – con la passione attesa ma anche con una sensibilità armonica profonda. Non è andato verso una sontuosità di suono alla Richard Strauss, ma ha scelto piuttosto una trama più distinta e chiara che non mescolata di colori.
Noseda ha diretto un’esecuzione rapida del capolavoro sinfonico di Schubert. Non si tratta solo di tempi scorrevoli. Ha anche evitato tanti gesti retorici tradizionali, come per esempio rallentare alla fine del primo movimento, quando gli archi presentano il tema d’apertura per l’ultima volta. La maggior parte dei direttori rallenta per ragioni di enfasi retorica, ma Noseda ha spinto in avanti. Ha suonato la Nona di Schubert com’è stata scritta. I “più che fortissimo” non spiccavano abbastanza, am ha fatto risaltare tanti dettagli abitualmente trascurati nelle esecuzioni tradizionali.
Gustav Mahler, grande direttore d’orchestra oltre che compositore, ha detto una volta: “la tradizione è sciatta”. Arturo Toscanini ha detto: “la tradizione è l’ultima cattiva esecuzione”. Ieri sera, alla Heinz Hall, la musica era una boccata d’aria fresca».
[Mark Kanny, Pittsburgh Tribune-Review, 28/03/2009]
Un Trovatore rapido e feroce
«Nella nuova produzione del regista David McVicar al Metropolitan sorretta dal direttore Gianandrea Noseda, una regia epurata e un ritmo a rotta di collo hanno avuto la meglio sui conflitti e le emozioni feroci e fuori misura dell’opera. Il trovatore è tutto eccitazione, non delicatezza – e lo spettacolo lo ha restituito. Soprattutto, la direzione intensa ed entusiasmante di Noseda ha mantenuto questo thriller costantemente sul punto di ebollizione».
[Heidi Waleson, Wall Street Journal, Febbraio 2009]
Trovatelli, nobili e gitani di Verdi trasportati nell’epoca di Goya
«Nell’accampamento degli zingari, il famoso “Coro di zingari“ era quasi apertamente una danza, con uomini “tutto muscoli” e sudati che si dondolavano ritmicamente coordinati con i martelli metallici sulle incudini. Il direttore Gianandrea Noseda ha fatto emergere delle trame scure e una grave solennità dalla musica. Tutta la recita è stata una meraviglia continua per quanto fosse ispirata quella musica e per le profondità drammatiche cui Verdi ci conduce».
[Anthony Tommasini, The New York Times, 18/02/2009]
Noseda dirige Salome «con energia elettrica»
«La BBC Philharmonic era in forma smagliante, tutti i 107, e anche se Noseda raffinerà senza dubbio alcune parti della sua interpretazione, ha diretto il capolavoro con energia elettrica, allineando inesorabilmente una serie di punti culminanti, creando tensione negli episodi di pianissimi mozzafiato, come quello in cui Salome attende la consegna della testa di Jochanaan, e facendo fiorire la scena finale in tutta la sua apertura lirica».
[Michael Kennedy, The Sunday Telegraph, 17/02/2008]
Innamorati persi
«È una formula inusuale quella di rodare una produzione in un altro paese — e l'impegno logistico sarà stato considerevole —, ma presumibilmente la volontà di Noseda era quella di unire le sue compagini e dare a Manchester (e agli ascoltatori del terzo canale della BBC) il beneficio di questa sua doppia veste.
Era lui sicuramente il centro dell’attenzione: una figura alta e slanciata che si muoveva con passione sul podio, talvolta accovacciato per assicurare un pianissimo, talvolta saltando in aria come se fosse rapito e ossessionato quanto i personaggi del dramma».
[Paul Driver, The Sunday Times, 17/02/2008]
Entusiasmati da Strauss
«Può ancora scandalizzare la Salome di Richard Strauss, come amano pretendere i curatori di programmi di sala? In ogni caso, non in una recita in forma di concerto, come quella presentata alla Bridgewater Hall sabato scorso dalla BBC Philharmonic, con i solisti della produzione che sarà presto in scena al Teatro Regio di Torino. Il fattore unificante era il direttore, Gianandrea Noseda. Benché non scioccante, l’esecuzione era sensazionale, principalmente grazie al suono dell’orchestra e al brillante modellare della partitura di Noseda, sicché quello che spesso può sembrare, anche in forma scenica, un preludio lungo e spesso abbastanza tedioso, allo strabiliante ultimo quarto d’ora era vivo in ogni minuto, con una tensione mantenuta anche attraverso il tumulto dei litigiosi teologi ebrei e il kitsch assurdo della Danza dei sette veli».
[Michael Tanner, The Spectator, 16/02/2008]
Salome di Strauss, Noseda doma un’energia terrificante
«Noseda ha illuminato ogni particolare musicale, tirando fuori una qualità di suono di un’acuità estrema. Dopo aver lasciato uscire il mostro dalla sua gabbia, ha domato la sua energia terrificante, bilanciando botte e risposte grazie al suo scintillante lirismo, in un’esecuzione elettrizzante».
[Lynne Walker, The Independent, 13/02/2008]
Una festa "decadente" per le orecchie
«Qualcuno in sala avrebbe forse preferito che i saltelli più forsennati di Noseda fossero nascosti dalla vista, ma è stato il suo puro magnetismo ad attrarre strumentisti, cantanti e pubblico insieme per condividere la visione deliziosa e decadente di Strauss. Le scene per adulti lasciavano tutto all’immaginazione. Per la danza dei sette veli, Noseda e la BBC Philharmonic sono usciti alla ribalta con brio».
[David Fanning, Daily Telegraph, 11/02/2008]
«Una spontaneità e un temperamento meravigliosi»
«Ecco un disco magnifico. Ci sono state già delle raccolte d’eccellenza dei poemi sinfonici di Smetana (in particolare un disco storico di Kubelík) ma nessuna che possa competere con questa in esaltazione, ricchezza dei particolari e, nel caso del Campo di Wallenstein, spettacolo sonoro – come scrive bene Smetana per gli ottoni! […]
Gianandrea Noseda tira fuori dalla BBC Philharmonic una spontaneità e un temperamento meravigliosi, e gli ingegneri della Chandos si superano nella resa di un suono davvero smagliante e naturale nell’equilibrio».
[Ivan March, Gramophone, Novembre 2007]
«Non sono un creatore. Trasmetto solamente il messaggio»
«Da bambino, Giananandrea Noseda si chiedeva se i direttori d’orchestra avessero poteri soprannaturali. Suo padre, direttore di coro non professionista a Milano, lo portava regolarmente alle prove. "Ero affascinato dal fatto che, al movimento delle sue mani, il coro rispondeva e produceva il suono. Era una specie di mago per fare questo", dice Noseda gesticolando con le mani come uno stregone, come se evocasse una musica invisibile per portarla in essere.
[…] L'umiltà non è sicuramente una delle doti che si attribuirebbe a questo brillante e distinto gentiluomo, ma quando egli dirige, inequivocabilmente cogliamo il messaggio, sia quello del compositore, sia quello di Noseda. Egli possiede l'abilità di cambiare la percezione della musica stessa e questo lo rende un mago del podio».
Noseda e la sua BBC Philarmonic colgono tutta la drammaticità di Liszt, senza eccessi
«Nel Festklänge [Noseda e la BBC Philharmonic] raggiungono una sorta di senso di esultanza piuttosto che di pomposità. E non sono meno efficaci nella vasta apertura dell’Héroïde funèbre, ulteriore desolato tributo per coloro che hanno sofferto "lungo l'intero arco della vita umana" (Liszt).
Fluente ed eloquente come sempre, Noseda e la sua orchestra hanno registrato superbamente.»
[Gramophone Magazine, 07/2007]
BBC Philharmonic/Noseda
«Questo efficace concerto rientra nella serie Brahms/Schumann diretta da Gianandrea Noseda, una retrospettiva che interessa due stagioni e nella quale viene analizzata la stretta relazione tra i due compositori, giustapponendo ogni sera un concerto dell’uno con una sinfonia dell’altro.
[…] La performance di Noseda è tutta impeto e slancio, tranne nell’adagio, nel quale lunghe, cascanti frasi degli archi e vibranti ottoni ci conducono in un mondo nel quale l’euforia sprofonda nella più cupa disperazione. Meraviglioso.»
Scendere negli abissi con stile mozzafiato
«Nei cinque anni in cui è stato direttore principale della BBC Philarmonic, Gianandrea Noseda ha diretto alcuni memorabili concerti, ma sicuramente nessuno in modo più efficace di questo programma dedicato a Rachmaninov. Egli è riuscito ad imbrigliare assieme due lavori dei quali è largamente dibattuto lo status di capolavori e li ha diretti quasi come per sfidare gli scettici.
[…] Noseda ha un così sottile istinto per gli stati d’animo, le trame e lo scorrere dell’opera e una presenza così carismatica nel dirigere, che soltanto le battute conclusive sono risultate di poco inferiori al lavoro di un genio.»
[The Daily Telegraph, 14/05/2007]
Integrale delle sinfonie di Čajkovskij
«Noseda è stato sapiente nel tenere sotto controllo l’angoscia della Quarta e a non indulgere eccessivamente sull’ipersensibilità di Čajkovskij... È stato lo stesso perspicace pensiero che ha reso così rivelatrice l’esecuzione della Terza. Egli ha animato la musica, evidenziando i colori orchestrali e disegnando con bravura le linee melodiche.
[…] Entrambi i concerti hanno dimostrato il rapporto e la sinergia che Noseda è in grado di stabilire. Egli ha fatto emergere una tale lucidità del dettaglio da far risaltare tutta l’iridescenza dell’orchestrazione di Čajkovskij.»
[The Daily Telegraph, 24/05/2006]
La forza del destino al Metropolitan Opera di New York
«Noseda ha ottenuto un’esecuzione estremamente motivata da parte dell’orchestra, mantenendo vibranti le scene corali.»
[The New York Times, 22/02/2006]
«Noseda ha dato prova di una grandiosa, brillante e coinvolgente lettura dell’ouverture, impetuosa ma ordinata ed equilibrata, ottenendo dall’orchestra un suono superbamente prec iso e dettagliato.»
[Newsday, New York, 23/02/2006]
Concerto ai BBC Proms di Londra
«La BBC Philharmonic e il suo direttore, Gianandrea Noseda, hanno mostrato tutta la loro determinazione nel proporre la musica orchestrale di Liszt, spesso trascurata […]. La Faust-Symphonie è stata rivelata in tutta la sua grandezza… Noseda ha sagacemente animato ogni sezione dell’opera, facendo emergere intriganti spunti espressivi e impulso ritmico.
[…] La lunga introduzione orchestrale [del Concerto per violino di Brahms] ha di nuovo mostrato l’attenzione di Noseda per i dettagli strumentali e l’aggraziato fraseggio […]. Questa interpretazione è evidentemente frutto di una riflessione profonda, è espressiva in modo penetrante, dotata di una salda energia.»
[The Daily Telegraph, 28/08/2005]
«L’intera Faust-Symphonie è stata splendidamente diretta da Gianandrea Noseda […] ha scolpito questo poema epico-sinfonico con passione e intelligenza. C’era una tensione superba in alcune delle esplosive entrate degli archi, in modo particolare dopo la misteriosa apertura e nella fuga "morte/gloria" finale.»
Beethoven superstar batte McCartney-U2
«Beethoven batte gli U2 e Paul McCartney. La vittoria, a sorpresa, su internet. Le sinfonie del compositore, infatti, sono state scaricate più del duetto fra l’ex Beatles e la band di Bono al Live 8. Fonte credibilissima: l’autorevole BBC.
Per due settimane il sito della radio-tv inglese ha messo a disposizione il ciclo delle nove sinfonie del maestro eseguito a Manchester dalla BBC Philharmonic e diretto da Gianandrea Noseda. Numeri da rockstar: 1 milione 400 mila operazioni. La preferita da chi ha scaricato è stata la Sinfonia n. 6, la Pastorale…»
[Corriere della Sera, 22/07/2005]
Leggiadro Figaro senza regia
«La prima lode va conferita a Gianandrea Noseda, che dirige Le nozze di Figaro in maniera esemplare. I tempi sono rapidi, spigliati, sempre in stretta relazione drammatica l'un con l'altro; i fraseggi chiari, i recitativi curati in ogni singolo accento, i colori profilati e appropriati.»
[Corriere della Sera, 27/08/2005]
Don Giovanni in Sicilia
«La concertazione di Noseda è un capolavoro di ingegneria teatrale e asciutta concretezza drammatica. Si ha così esempio ben definito di un melodramma giunto ad esprimere il senso della vita colta nel continuo divenire psicologico e nel realismo delle sue manifestazioni.»
[L’Opera, Febbraio 2005]
Don Giovanni salvato dalle voci
Grandi interpreti, eccellente direzione di Noseda
«Il merito andrà, innanzitutto, alla direzione di Gianandrea Noseda. La sua esecuzione scorre con ritmi sostenuti, attrae per la proprietà del fraseggio, la vivacità dei contrasti e la chiarezza con cui esibisce in trasparenza la straordinaria ricchezza dell’orchestra di Mozart.»
[La Stampa, 26/01/2005]