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Tancredi
Teatro Regio, Mercoledì 25 Novembre 2009 - Sabato 5 Dicembre 2009
Argomento
La scena è in Siracusa. L’azione all’anno 1005.
Atto I
Le famiglie patrizie che fanno capo ad Argirio e a Orbazzano hanno deciso di fare la pace dopo tante discordie per coalizzarsi contro Solamir, il saraceno che stringe d’assedio Siracusa. Argirio concede sua figlia Amenaide in sposa a Orbazzano; a lui andranno anche i beni confiscati a Tancredi, il giovane che è innamorato, riamato, da Amenaide, ma che è stato esiliato, ingiustamente accusato di aver tradito la patria. Il matrimonio è una sfida a Solamir che ha promesso la pace con Siracusa se Amenaide (che aveva conosciuto a Bisanzio) gli fosse stata concessa come sposa. La giovane è turbata e vorrebbe rinviare le nozze. Tramite uno schiavo manda una lettera (senza il nome del destinatario) all’amato Tancredi invitandolo a tornare a Siracusa: «vieni a regnar su questo cor, su noi».
Il giovane esule (che non ha ricevuto la lettera) torna in patria con l’amico Roggiero, ma si nasconde quando vede Amenaide insieme al padre: Argirio vuole che le nozze con Orbazzano si celebrino al più presto ma la figlia continua a esitare e il padre la minaccia. Finalmente Tancredi può incontrare l’amata, ma Amenaide è terrorizzata dal fatto che Tancredi possa essere scoperto e condannato a morte e lo invita ad allontanarsi; il giovane non comprende il suo comportamento.
Proprio mentre stanno per celebrarsi le nozze, Amenaide annuncia che non si sposerà, Orbazzano mostra a tutti la lettera di Amenaide che è stata intercettata: poiché non c’è scritto a chi è destinata, tutti pensano che sia stata scritta per Solamir. Amenaide, accusata di tradimento, è condotta in prigione.
Atto II
Il Senato ha deciso la condanna a morte di Amenaide, ma il padre non riesce ancora a firmare la sentenza. Isaura, la fidata amica di Amenaide, affronta Orbazzano accusandolo di essere troppo crudele. Amenaide, in carcere, aspetta di essere condotta al patibolo, ma giunge un cavaliere ignoto (Tancredi sotto mentite spoglie) che promette di difendere l’onore della fanciulla affrontando Orbazzano in duello. Amenaide prega per l’amato, quando giunge la notizia che Orbazzano è stato ucciso da Tancredi.
Isaura racconta a Roggiero che Amenaide non ha mai tradito Tancredi, mentre Tancredi continua a ritenerla infedele e decide di affrontare Solamir. Tancredi riesce a sconfiggere i saraceni ma è ferito a morte: Argirio gli svela che la lettera era indirizzata a lui e che la figlia è innocente. Tancredi muore dopo aver pregato Argirio di unirlo in matrimonio con Amenaide: «di sposo il nome io porterò alla tomba».