Una tragedia fiorentina - Gianni Schicchi

Le sonorità fin de siècle per una prima rappresentazione al Regio

Teatro Regio, venerdì 21 marzo 2014 ore 20

Dal 21 al 30 marzo il Teatro Regio propone un insolito dittico: Una tragedia fiorentina (Eine florentinische Tragödie) di Alexander Zemlinsky (in prima esecuzione a Torino) e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini; due atti unici che occuperanno la programmazione di marzo per ben nove rappresentazioni. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio salirà il maestro Stefan Anton Reck, direttore riconosciuto a livello mondiale come specialista del repertorio di inizio Novecento, già allievo prediletto di maestri come Leonard Bernstein, Claudio Abbado e Seiji Ozawa.
Sebbene le due opere siano ambientate nella Firenze rinascimentale, il regista Vittorio Borrelli, per l’allestimento del Teatro Regio, ha trasportato le due vicende in due alloggi borghesi fin de siècle, ovvero in quel primo Novecento in cui sono state scritte le opere. Scura ed opprimente l’ambientazione per Tragedia fiorentina, fresca e colorata quella per Schicchi. Le scene del dittico sono curate da Saverio Santoliquido e Claudia Boasso, con in costumi di Laura Viglione e luci ed effetti video di Vladi Spigarolo. I cinque realizzatori dell’allestimento sono tutte figure professionali impiegate stabilmente al Regio.
Cast diversi interpreteranno le due opere per dare così massimo risalto ai contrastanti aspetti vocali che caratterizzano i due lavori. La voce profonda e seducente del baritono Mark S. Doss animerà il personaggio di Simone in Una tragedia fiorentina; accanto a lui si esibiranno lo sfavillante soprano leggero Ángeles Blancas Gulín e il tenore Zoran Todorovich, applaudito per la sua potenza canora e la sua presenza drammatica. Nel ruolo di Simone, a Doss si alterna Tommi Hakala (recite del 22, 25, 27, 29 marzo).
I tre personaggi principali dell’opera di Puccini saranno invece interpretati da cantanti italiani: il baritono Alessandro Corbelli, un vero punto di riferimento del repertorio buffo, sarà Gianni Schicchi; il tenore Francesco Meli, riconosciuto per la sua tecnica squisita e la sua versatilità, sarà Rinuccio; Serena Gamberoni, soprano dalla voce brillante e dalla spiccata presenza scenica, sarà la giovane Lauretta. Completano il nutrito cast Silvia Beltrami (Zita, mezzosoprano), Luca Casalin (Gherardo, tenore), Maria Radoeva (Nella, soprano), Fabrizio Beggi (Betto, basso), Gabriele Sagona (Simone, basso), Marco Camastra (Marco, baritono), Laura Cherici (La Ciesca, mezzosoprano), Alessandro Busi (Spinelloccio e Amantio, baritono), Ryan Milstead (Pinellino, baritono); nei panni di Guccio si alternano i baritoni Giuseppe Capoferri e Marco Sportelli e in quello di Gherardino le voci bianche Anita Maiocco e Sara Jahanbakhsh. Nel ruolo di Gianni Schicchi, a Corbelli si alterna Carlo Lepore (recite 22, 25, 27, 29 marzo). Le due produzioni si avvalgono del sostegno di Italgas, socio fondatore del Teatro.
Le opere ad atto unico contraddistinguono il panorama del teatro musicale fin de siècle: si tratta di un genere che allora era considerato molto moderno e che poteva piegarsi ai contenuti e agli stili più eterogenei. Anche l’operista austriaco Zemlinsky scelse questa forma per quella che sarebbe diventata la sua opera più celebre: Una tragedia fiorentina (Eine florentinische Tragödie), composta nel 1916 e in prima esecuzione a Torino. Il libretto è la traduzione in tedesco di Max Meyerfeld dell’omonimo dramma di Oscar Wilde che, essendo incompiuto, pose numerosi problemi al compositore. All’inizio della tragedia di Wilde, ad esempio, mancava la scena in cui si consuma l’amore colpevole tra una donna sposata e il suo amante: per ricreare questo episodio, il musicista scrisse un’ouverture sinfonica che ritrae la passione dei due personaggi. Anche in altri punti Zemlinsky colmò le lacune del testo con mezzi puramente orchestrali. La trama è una forte accusa alla morale borghese convenzionale e la musica non fa che mettere in risalto le pulsioni oscure e individualistiche dei protagonisti. Il tema principale è quello classico di amore e morte: il protagonista è Simone, un mercante che torna a casa dopo alcune settimane di assenza e trova la moglie Bianca in compagnia del principe Guido Bardi. Il mercante crede che Guido sia venuto a visitarlo per acquistare panni, ma presto capisce che il principe è in realtà l’amante della moglie. Ogni tentativo di dialogo tra i due uomini è vano: i modi diventano sempre più violenti e la situazione insostenibile. Quando Guido decide di partire, Simone lo sfida a duello. Bianca, esasperata, incita l’amante a uccidere il marito ma alla fine sarà Simone a uccidere Guido. L’assassinio trasfigura Simone agli occhi di Bianca; accanto al cadavere dell’amante, la donna abbraccia appassionatamente il marito mentre gli chiede: «perché non mi avevi mai detto che eri così forte?» ed egli, baciandola, le risponde: «perché non mi avevi mai detto che eri così bella?».
Anche Puccini prese in considerazione la possibilità di musicare Una tragedia fiorentina, ma il dramma, come moltissimi altri soggetti letti tra il 1903 e il 1910, fu scartato. Puccini era allora un musicista affermato, ansioso di rinnovare il suo teatro musicale e sempre attento al panorama artistico contemporaneo. Perciò decise di intraprendere un progetto ambizioso: comporre una serie di tre atti unici dalle atmosfere sonore contrastanti: nacque così il Trittico. Sin dal suo debutto, al Metropolitan di New York nel 1918, l’opera più popolare del Trittico fu Gianni Schicchi, una commedia ispirata a un episodio dell’Inferno della Divina Commedia di Dante. Prima d’allora il musicista non aveva mai affrontato il genere comico, nonostante nelle sue precedenti opere avesse inserito alcune macchiette dipinte con umoristica cattiveria; quello stesso umorismo venne impiegato nel Gianni Schicchi per ritrarre tutta una galleria di personaggi. L’opera è contraddistinta dalla pressoché costante presenza di una sorta di coro da camera, composto dai parenti del defunto Buoso Donati, che si sono riuniti per vegliare la salma. I pianti ipocriti per la scomparsa del vecchio s’interrompono non appena si scopre che egli ha lasciato tutte le ricchezze in beneficenza. Il nipote di Buoso, Rinuccio, propone di chiedere consiglio a un uomo pieno di risorse, Gianni Schicchi, padre della sua fidanzata Lauretta. Al suo arrivo, Schicchi fa subito nascondere il cadavere e, mettendosi a letto travestito da Buoso, fa chiamare il notaio per dettare un nuovo testamento. I Donati, a turno, cercano di corrompere Schicchi per ottenere le migliori proprietà del defunto ma, all’ultimo, capiscono che l’uomo ha truffato tutti riservando quei beni per sé nel nuovo testamento. Temendo di essere condannati come complici dell’imbroglio, i famigliari di Buoso decidono di ritirarsi senza protestare. Schicchi ha in realtà agito a fin di bene: tutti i suoi averi saranno un giorno di sua figlia e del suo promesso sposo, Rinuccio.
Le opere saranno presentate al pubblico dal musicologo Luca Scarlini all’interno del ciclo Le Conferenze del Regio, al Piccolo Regio Puccini mercoledì 19 marzo alle ore 17.30. L’ingresso è libero. Rai Radio3 registrerà i due atti unici e Prima della Prima dedicherà due puntate alle opere di Puccini e Zemlinsky, che andranno in onda su Rai3 rispettivamente il 15 aprile e il 13 maggio. Come di consueto, si potrà seguire il backstage, nonché scoprire divertenti curiosità sugli interpreti e sull’allestimento, guardando le Pillole di Passione di Paola Giunti sul sito del Regio www.teatroregio.torino.it e sul nostro canale YouTube.com/TeatroRegioTorino.
Dal 22 al 31 marzo, per il pubblico in possesso del biglietto per gli spettacoli o partecipante alle visite guidate, sarà possibile visitare, nel Foyer del Teatro, la mostra Architettura: Scenografia e Musica, relativa ai progetti di allestimento de L’italiana in Algeri creati dagli studenti di Architettura del Politecnico di Torino. I progetti, le scenografie e i bozzetti sono stati realizzati dagli studenti dei corsi di laurea magistrale dell’area Architettura del Politecnico di Torino, durante la partecipazione al Workshop su “Architettura Scenografia Musica” realizzato in collaborazione con il Teatro Regio.

Grazie agli Amici del Regio, per il dittico è in corso una promozione riservata agli over 65, i quali hanno la possibilità di acquistare i biglietti a € 18 fino a esaurimento dei posti disponibili.

Posti in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215 - Tel. 011.8815.241/242, presso Infopiemonte-Torinocultura, on line su www.vivaticket.it e telefonicamente con carta di credito al n. 011.8815.270. Info: tel. 011.8815.557.
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Torino, 13 marzo 2014

 

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Paola Giunti (Direttore), Paolo Cascio (Relazioni con la Stampa)
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