Béjart Ballet Lausanne

L’Oiseau de feu – Syncope – Offrande à Stravinsky – Le Sacre du printemps – Light – Boléro

Per i 25 anni del BBL di Maurice Béjart, sei strepitosi balletti e tre prime italiane

Teatro Regio, dal 30 novembre al 14 dicembre 2012

Quindici giorni, tredici rappresentazioni, sei coreografie per due programmi, tre prime nazionali quattro imperdibili capolavori del divo-coreografo Maurice Béjart.

Il Béjart Ballet Lausanne celebra con una tournée mondiale – che toccherà il Teatro Regio dal 30 novembre al 14 dicembre – i suoi venticinque anni: «1987-2012, un quarto di secolo di attività continua, sempre in divenire, in cui coreografi e ballerini non hanno mai smesso di sorprendere, commuovere e colpire il pubblico di tutto il mondo» (Jean-Pierre Pastori, Presidente della Fondation BBL). Ma Losanna è solo l’ultima tappa della lunga e appassionante storia artistica di Maurice Béjart, nato a Marsiglia nel 1927 e scomparso nel 2007. C’è innanzitutto la Parigi del dopoguerra, dove studia e assorbe il meglio di ciò che, dopo la fine delle grandi stagioni djagileviane, si poteva apprendere dai migliori maestri e nei migliori teatri della capitale francese. C’è Bruxelles, la capitale belga dove Béjart guida il suo Ballet du XXème Siècle, dove raggiunge la fama planetaria e debutta – con strabiliante trionfo – il suo Sacre du printemps (1959). Infine Losanna dove – sorta di continuazione della sua compagnia belga – nasce il BBL, oggi diretto dal suo erede Gil Roman, già ballerino per il BBL, dal 1993 direttore aggiunto e infine designato da Béjart suo successore nel 2007.

Béjart, Torino, Teatro Regio, la storia di un legame speciale che ha più di cinquant’anni. Qui il grande coreografo ha diretto, nel 1998, il festival Torino Danza, qui ha presentato le sue più belle creazioni: indimenticabile il Boléro con Jorge Donn, suo ballerino prediletto e grande amore, così come Le Presbytère/Ballet for Life, inno ai talenti strappati precocemente alla vita: Mozart, Freddy Mercury, Jorge Donn, per citarne alcuni.
Dal 30 novembre al 5 dicembre il primo programma presenta: L’Oiseau de feu, Syncope, Offrande à Stravinsky e Le Sacre du printemps.

Nell’Oiseau de feu (prima rappresentazione 1970), sulla suite orchestrale di Igor Stravinskij del 1919, Béjart nutre, alimenta e rivoluziona questo grande classico del ‘900 «ritrovando i due elementi choc che furono alla base della creazione: Stravinskij musicista russo, Stravinskij musicista rivoluzionario. Che la danza sia quindi l’espressione astratta di questi due elementi sempre presenti nella musica, un sentimento profondo della Russia e una certa rottura con la tradizione musicale che si traduce in una violenza ritmica insolita e che suscita la creazione di vortici impetuosi» (Maurice Béjart). L’Uccello di fuoco, fiammante Fenice che risorge, come il Poeta/Rivoluzionario e le idee che non muoiono mai.

Syncope (2010) è la coreografia di Gil Roman su musica dei Citypercussion che arriva a Torino in prima italiana. Il coreografo spiega cosa accade nell’istante sospeso della sincope, in cui hanno luogo perdita di conoscenza, ispirazione, invenzione: «in musica è un controtempo, parliamo di musica sincopata. In medicina è un arresto cardiaco o rallentamento dei battiti. Dai 5 ai 10 secondi di perdita di conoscenza, durante i quali il nostro cervello può immaginare tutto, inventare tutto, rivedere tutto. Ricordo o immaginazione? Memoria o creazione?».

Offrande à Stravinsky (2012) è un delizioso, piccolo omaggio a Stravinskij, la coreografia di Maurice Béjart è a Torino in prima nazionale. È costituito dalla fusione di due frammenti tratti da due coreografie differenti: il primo è un solo – eseguito da Gil Roman – sulla voce di Stravinskij durante una prova d’orchestra (tratto dal balletto Igor et nous del 2007) e il secondo è un pas de deux sulla musica del terzo movimento del Concerto per violino e orchestra in re maggiore di Stravinskij.

Le Sacre du printemps (1959) è una pietra miliare della storia della danza: la scandalosa prima parigina del 1913, lo scioccante Nižinskij con la sua “brutta” coreografia, le urla del pubblico a sovrastare la musica di Stravinskij… Maurice Béjart vi si accosta con coraggio, e la sua versione densa di nuovi significati, fisica e sensuale è un successo universalmente riconosciuto. Con Béjart scompare il sacrificio dell’Eletta previsto dal rito pagano dopo il lungo inverno; la Primavera diventa celebrazione della nascita, una smisurata forza primitiva a lungo addormentata «sotto il mantello dell’inverno che scoppia improvvisamente e abbraccia il mondo in tutte le sue forme, vegetali, animali o umane. L’amore umano, nel suo aspetto fisico, simboleggia l’atto stesso attraverso il quale il divino crea il Cosmo, e la gioia che ne deriva. […] Che questo balletto sia dunque spoglio di tutti gli artifici pittoreschi, l’inno all’unione tra Uomo e Donna al livello più profondo, tra cielo e terra, danza di vita o di morte, eterna come la primavera!» (M. B.).

Dal 7 al 14 dicembre il Béjart Ballet Lausanne presenta Light, in prima italiana, e Boléro.

Maurice Béjart crea Light (1981) su musiche di Antonio Vivaldi, The Residents e Tuxedomoon. È un balletto sulla luce: della scena, della danza, della vita. Punto di partenza la musica di Vivaldi e l’amore sconfinato di Béjart per Venezia (città dove il coreografo girò Je suis né à Venise, omaggio cinematografico al suo danzatore-feticcio Jorge Donn) e poi ancora per un’altra città sull’acqua, San Francisco e la sua scena musicale di sperimentazione anni Settanta rappresentata dai The Residents e dai Tuxedomoon, una delle esperienze più originali della new wave. Béjart immagina fra le due città un ponte, come quello di Rialto e, ancora, un arcobaleno; vede sprofondare le due città, ma ragazzi e ragazze emergono dalle acque danzando su una piattaforma luminosa. La nascita, la vita, i personaggi, i luoghi e le dimensioni si mescolano come in un sogno.

Su Boléro tutto sembra essere già stato detto, di come Ravel lo compose nel 1928 su commissione di Ida Rubinstein (celebre ballerina e attrice russa) che ne fu la prima protagonista all’Opéra di Parigi con la coreografia di Bronislava Nižinskaja; del debutto béjartiano del 1961 a Bruxelles, delle star che hanno fortemente voluto interpretarlo - Marie-Claude Pietragalla, Luciana Savignano, Sylvie Guillem, 27 interpreti femminili e 11 maschili dalla sua creazione - e che l’hanno reso famoso arricchendolo con il proprio tocco personale: «In un lavoro coreografico il ballerino conta molto di più della coreografia. È il corpo del ballerino a essere il vero autore dell’opera. Ho detto spesso che la coreografia si fa in due, come l’amore» (Maurice Béjart, La Stampa, 1985). Boléro raggiunge la massima fama con l’interpretazione di Jorge Donn, indimenticabile nella scena finale del film Les Uns et les Autres di Claude Lelouch nel 1981. Nella versione di Béjart emerge con violenza l’essenziale, nessuno spazio per gli espedienti pittoreschi, esiste solo la Melodia, il crescendo ossessionante, «una melodia che si avvolge instancabilmente su se stessa, va aumentando in volume e in intensità, divorando lo spazio sonoro e inghiottendo alla fine la melodia» (M. B.). Il coreografo assegna il ruolo centrale, la Melodia, indistintamente a un interprete maschile o femminile; mentre il Ritmo è interpretato dal gruppo di ballerini. Forse quel che vale la pena aggiungere è l’emozione che si legge se sul canale youtube si cerca questo titolo, in tutte le lingue del mondo è espressa l’emozione per uno spettacolo unico nella vita, appassionante, commovente, da brivido… uno spettacolo che deve essere visto. Nella recita serale dell’11 una protagonista d’eccezione per il Boléro: Aurélie Dupont, étoile del Ballet de l’Opéra di Parigi ed étoile ospite del BBL.

Le musiche sinfoniche dei due spettacoli sono eseguite dal vivo dall’Orchestra del Teatro Regio diretta dal maestro Nicolas Brochot.

Gli spettacoli del Béjart Ballet Lausanne saranno presentati al pubblico da Elisa Guzzo Vaccarino nell’Incontro con il Balletto che si terrà al Piccolo Regio Puccini mercoledì 28 novembre alle ore 17.30.

Biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215 - Tel. 011.8815.241/242 - e-mail: biglietteria@teatroregio.torino.it. Info - Tel. 011.8815.557 e www.teatroregio.torino.it.

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Torino, 21 novembre 2012